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Cilento e Vallo di Diano, nasce il Comitato Permanente per l’Attuazione del Piano del Parco

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CENTOLA (Salerno) – Il rapporto tra il Piano Casa e il Piano del Parco, recentemente approvati dalla regione Campania, è stato il tema dominante confronto svoltosi a Centola. L’iniziativa promossa dai Gruppi Consiliari del Comune cilentano, è stata introdotta dell’ingegnere Giovanni Stanziola, già membro del CD del Parco, e ha visto gli interventi del presidente dell’Ordine degli Ingegneri Armando Zambrano, del vice presidente dell’Ordine degli Architetti Franco Luongo, del presidente del Sistema

Cilento Nello Onorati, e del direttore di HISPA Domenico Nicoletti, con le  conclusioni affidate all’Assessore all’Urbanistica della Provincia di Salerno Marcello Feola.

Dall’incontro è emerso con chiarezza un quadro di prospettive fortemente integrato ed unico nell’affrontare le debolezze del Piano Casa grazie alla regolamentazione del Piano del Parco che “ha effetto di dichiarazione di pubblico generale interesse e di urgenza e di indifferibilità per gli interventi in esso previsti e sostituisce ad ogni livello i piani paesistici, i piani territoriali o urbanistici e ogni altro strumento di pianificazione”.

In tale prospettiva il Piano del Parco lascia intravedere non solo una autonomia gestionale, amministrativa e autorizzativa degli interventi ed opere che si realizzano sul territorio del Parco, quanto ai sensi dell’art. 7 della legge quadro sulle aree protette, l’approvazione del Piano permetterà l’applicazione del famoso principio della priorità di finanziamento per impianti ed opere previsti nel piano per il parco[1], analogamente attribuito ai privati, singoli o associati, che intendano realizzare iniziative produttive o di servizio compatibili con le finalità istitutive del parco nazionale o naturale regionale. Insomma una vera e propria rivoluzione che deve essere governata e partecipata da tutti. Alla fine dell’incontro è stato approvato e sottoscritto un documento aperto alla sottoscrizione di tutti i cittadini del Parco con l’intento di proporre all’Ente Parco e alle autorità istituzionali locali, provinciali e regionali:

1 - l’insediamento della Consulta per l’attuazione del Piano al fine di armonizzare il Piano alle mutate esigenze territoriali, ma soprattutto per cogliere in questa occasione la sburocratizzazione  dell’Ente Parco trasferendo, in base ai principi di sussidiarietà, alle autonomie locali (Comuni e Comunità Montane) e ai cittadini  la “governace” locale secondo un modello fortemente efficace ed efficiente per lo sviluppo economico e sociale al quale mirano le strategie del Piano;

2 - redigere nei tempi e modi previsti dalla legge il Regolamento del Parco quale strumento attuativo, sintetico e operativo,  che come previsto nello stesso Piano del Parco “consente di alleggerire la funzione regolativa del Piano del Parco, orientandola essenzialmente verso quelle forme di disciplina degli usi del suolo, di valorizzazione delle risorse e di localizzazione delle infrastrutture, delle attrezzature e dei servizi, che richiedano l’intervento dell’Ente Parco, a tutela di interessi sovra-locali o, più spesso, a sostegno e coordinamento delle azioni locali”. Tale occasione sarà propizia per affermare l’autonomia gestionale, amministrativa ed autorizzativa e il principio di autogoverno sovraordinato di cui all’art. 12 della legge quadro 394/91 nonché quanto previsto all’art.1 della stessa legge in merito alla cooperazione ed intesa ai sensi dell'articolo 81 del decreto del Presidente della Repubblica 24 Luglio 1977, n.616 e dell'articolo 27 della legge 8 giugno 1990, n.142 .

3 - attivare ogni forma di rispetto normativo (art. 7 della legge quadro sulle aree protette, dichiarazione di pubblico interesse sovraordinato, ed ogni altra opportunità e disposizione in favore della collettività dei singoli e delle forme associate di cittadini residenti nell’area protetta).

Per  parte loro i convenuti, gli aderenti e i sottoscrittori, decidono di attivare un Comitato  Permanente Territoriale per il Cilento e Vallo di Diano (CPT Cilento&Diano), costituito nelle forme riconosciute dalla legge, al fine di verificare, stimolare e proporre azioni di vigilanza e rispetto normativo, oltre che intervenire in giudizio per conto di associazioni, cittadini e interessati alla completa attuazione del Piano del Parco (anche attraverso le forme di controllo sociale e civile recentemente approvate dallo stato italiano - art. 2, comma 445, Legge Finanziaria 2008).


[1] a) restauro dei centri storici ed edifici di particolare valore storico e culturale; b) recupero dei nuclei abitati rurali; c) opere igieniche ed idropotabili e di risanamento dell'acqua, dell'aria e del suolo;d) opere di conservazione e di restauro ambientale del territorio, ivi comprese le attività agricole e forestali;e) attività culturali nei campi di interesse del parco;f) agriturismo;g) attività sportive compatibili;h) strutture per la utilizzazione di fonti energetiche a basso impatto ambientale quali il metano e altri gas combustibili nonché interventi volti a favorire l'uso di energie rinnovabili.



 

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