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Home Attualità Newsflash Pizza napoletana, l’Unione Europea la garantisce come Specialità Tradizionale

Pizza napoletana, l’Unione Europea la garantisce come Specialità Tradizionale

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Con la pubblicazione del regolamento 97/2010 della Commissione, riportato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue (L34), la Pizza Napoletana è ufficialmente una Specialità tradizionale garantita dall’Unione Europea e scattano quindi i venti giorni dopo i quali il riconoscimento sarà operativo a tutti gli effetti.

La pizza napoletana Stg dovrà essere preparata con pomodoro, mozzarella di bufala dop o mozzarella Stg, olio extravergine d'oliva e origano, avere un diametro non superiore ai 35 cm, il bordo rialzato (cornicione) tra 1 e 2 cm e una consistenza insieme morbida, elastica e facilmente piegabile “a libretto”.

Il logo europeo Stg potrà essere utilizzato solo se il prodotto è conforme con il disciplinare di

produzione, ma sarà comunque permessa la possibilità di continuare a usare il nome di pizza napoletana anche per il prodotto non certificato.

“Si tratta di una forma di tutela del tutto insufficiente che non impedirà che –ha commentato la Coldiretti– la metà delle pizze servite nelle 25mila pizzerie italiane continui ad essere preparata con ingredienti importati dall’estero: cagliate provenienti dall'est Europa invece della tradizionale mozzarella, pomodoro cinese invece di quello nostrano, olio di oliva tunisino e spagnolo e farina canadese o ucraina che sostituisce quella ottenuta dal grano nazionale, all’insaputa dei consumatori. Unici elementi di tutela sono legati al fatto che la mozzarella, secondo il disciplinare, deve essere di bufala Dop ma anche mozzarella Stg, e che la pizza non può essere congelata o surgelata. Niente peraltro viene specificato riguardo al pomodoro, tranne che deve essere sparso con un movimento a spirale.”

In Italia sono stati importati in un anno 500 milioni di chilogrammi di extravergine, 86 milioni di chilogrammi di cagliate per mozzarelle, 150 milioni di chilogrammi di concentrato di pomodoro e oltre 5 miliardi di chilogrammi di grano.

“Il rischio –ha sostenuto la Coldiretti– è di perdere definitivamente lo storico legame con il territorio di provenienza della pizza che è nata a Napoli a metà del 1700 ed eretta per sempre a vessillo tricolore, con il bianco della mozzarella, il rosso del pomodoro ed il verde del basilico, quando il pizzaiolo Raffaele Esposito dedicò la "pizza Margherita ” alla regina di casa Savoia nel 1889.

Secondo un sondaggio on line della Società Dante Alighieri, oggi, la pizza è la parola italiana più conosciuta all'estero con l'8 per cento, seguita dal cappuccino (7 per cento), dagli spaghetti (7 per cento) e dall'espresso (6 per cento),.

In Italia ci sono 25mila pizzerie con 120 mila posti di lavoro e un fatturato di 5 miliardi di euro che è in crescita nonostante la crisi, come conferma una recente ricerca Doxa secondo la quale quando si tratta di scegliere qualcosa di "gustoso", per la pausa pranzo, il 29 per cento degli italiani predilige pasta, ma ben il 26 per cento pizza.
 

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